Terapia del sorriso

“La capacità di ridere di cuore è uno dei regali più preziosi

che la natura abbia mai elargito agli esseri umani”

(Norman Cousins

"Sappiamo tutti quanto sia importante l'amore, eppure, con quale frequenza viene provato o manifestato veramente? I mali che affliggono la maggior parte dei malati, come la sofferenza, la noia e la paura, non possono essere curati con una pillola. I medici devono curare le persone, non le malattie" Con queste splendide parole, Patch Adams, medico ed uno dei massimi esponenti ed attuatori della cosiddetta “Clownterapia” o “Terapia del sorriso”, ci comunica a chiare lettere che la persona sofferente è prima di tutto, prima ancora che portatrice di una malattia, una persona con emozioni, affetti, paure, sentimenti. E come tale va trattata. Intervenendo sicuramente dal punto di vista squisitamente tecnico, medico, farmacologico e chirurgico, ma senza trascurare ‘terapie altre’ che aiutano, senza sostituirsi, il faticoso ma affascinante mondo del medico. Quando poi i pazienti sono ‘piccoli pazienti’ il discorso si fa ancora più delicato e presuppone altrettanta delicatezza di azioni e metodologie per intervenire senza aggiungere alle ferite fisiche, ulteriori e più subdole, ferite dell’animo: quelle del trauma del ricordo di una esperienza triste e dolorosa che si sta affrontando. Si dice che ‘ridere fa buon sangue’. Ebbene, l’essere umano che impara ad accrescere il proprio senso dell’umorismo in parte si rende immune ai colpi scagliati dal mondo, che invece diventano per lui delle occasioni di divertimento. Attraverso esso impara ad assumere un atteggiamento positivo e benevolo verso la vita e verso gli altri, acquisendo una posizione di simpatia nei confronti del mondo. Sembra fin qui che la capacità di ridere sia di pertinenza esclusiva di un essere umano adulto. E’ invece si sta sempre più frequentemente dimostrando palese ed evidente l’importanza che ha il ridere anche per alleviare le sofferenze ed i dolori dei bambini sottoposti ad interventi chirurgici o sofferenti di malattie invalidanti momentanee e definitive. Il riso riduce la secrezione di ormoni da stress, come il cortisolo, e stimola la produzione di betaendorfine, analgesici prodotti dall'organismo (come sostiene William Frye, neurologo dell'università di Stanford). Il professor William Frye, nei suoi studi ha dimostrato in maniera inconfutabile che la risata è un perfetto esercizio aerobico. In particolare, incrementa l'apporto di ossigeno ai polmoni, aumenta la resistenza cardio-polmonare (un minuto di risata equivale a dieci minuti di esercizi sul vogatore), rilassa i muscoli, massaggia gli organi interni, migliora la circolazione sanguigna, favorisce il sonno calmo e rilassato. Un altro scienziato americano, il dottor Lee S. Berk dell'Università di Loma Linda in California, ha verificato che la risata aumenta il livello delle globuline A nella mucosa respiratoria, e dunque irrobustisce il sistema immunitario e aiuta in maniera determinante chi soffre di asma e di bronchiti. Questi sono solo alcuni dei benefici effetti che può avere l’utilizzo del sorriso nei reparti ospedalieri e nelle situazioni di emergenza medica. Non dimentichiamoci, inoltre, che il sorriso non è solamente una esperienza individuale ma accomuna, non isola ma aggrega, rende partecipi in una sorta di comunione di pensieri tipologie disparate di persone: e tutti noi sappiamo quanto il ‘fare gruppo’ abbia effetti dirompenti e sensazionali nel coinvolgere chi si sente solo o soffre per qualcosa di terribile che lo ha colpito. E’ in quest’ottica che si inserisce il lavoro effettuato dall’ASSO.B.US. Onlus ( Associazione Bambini Ustionati – www.assobus.com ).

Associazione apolitica, apartitica, aconfessionale e senza alcun scopo di lucro, persegue esclusivamente finalità di solidarietà sociale. Essa ha, inoltre, per scopo, la promozione ed il coordinamento della prevenzione, della ricerca scientifica, della cura e della riabilitazione psicologica e sociale dei bambini ustionati ed opera da alcuni anni presso il Centro Grandi Ustioni dell’Ospedale S. Eugenio di Roma (U.O Grandi Ustioni Pediatriche), che ha per Responsabile il Prof. Gaetano Esposito.Come recita lo Statuto dell’Associazione, gli operatori e gli associati perseguono numerosi obiettivi: _ sostenere fin dal momento del ricovero i pazienti ed i loro familiari. _ aiutare i pazienti ed i loro familiari a muoversi nei meandri della burocrazia. _ attuare capillari campagne di prevenzione, a cominciare dalla scuola elementare. _ fornire indicazioni sul comportamento da tenere in caso di incidente. _ fare pressione sulle istituzioni affinché riconoscano la giusta invalidità alle persone colpite da questo trauma _ denunciare alle autorità competenti tutte le situazioni ritenute a rischio negli ambienti domestici e di lavoro. _ informare e sensibilizzare l’opinione pubblica sui rischi di ustione legati all’uso dell’alcool denaturato Ognuno di questi punti avrebbe bisogno di una specifica trattazione e di specifiche risorse. Con i modesti fondi raccolti e con i fondi messi ha disposizione dal CRAL aziendale è stato possibile attivare per il 2005 un progetto  di “sollievoterapia” per  un solo giorno a settimana col proposito proprio di alleviare, con la presenza di clown ed altri esperti di comicoterapia, le sofferenze durante le medicazioni. Ma l’Associazione ha ben presenti che certi obiettivi, che hanno a che fare con delicati aspetti psicologici dei piccoli pazienti, meritano interventi mirati anche a formare correttamente e concretamente, con progettazione di corsi di addestramento, gli stessi operatori che intendono lavorare a stretto contatto coi malati. Osservare anche semplicemente fotografie di bambini ustionati è una esperienza devastante che presuppone da un lato una forte reattività emotiva dell’operatore, dall’altra una capacità di prendere il controllo della situazione, ricordando che non è solo importante il dolore fisico in quei particolari momenti, per il bambino. Sarà importante come lo osserveranno dopo, chi ne avrà cura, quali reazioni avranno i suoi genitori, come dare supporto alle famiglie che nel bambino vedranno modifiche del fisico talvolta definitive. Perché tutto questo possa essere attuato sarà necessaria anche una fattiva raccolta di fondi attraverso proprio quelle campagne di sensibilizzazione di cui si è precedentemente parlato. Concludiamo questo articolo ricordando che tra tutti gli esseri viventi, solo l’uomo ha il dono del sorriso. Ridere, giocare, divertirsi fa portare fuori il nostro bambino interiore, vivo, creativo, stimolante, che deve essere incoraggiato. Affidarci solo al pensiero positivo indotto non basta. Ecco perché il riso diviene un passaggio chiave per spegnere il lavorio mentale, risvegliando la mente inconscia attraverso il non-fare e il non-pensare, e favorendo la creatività, come presupposto a libere associazioni. L’obiettivo del clown-dottore dovrà essere, allora, quello di fare in modo che il bambino sofferente, anche solo per 10-20 minuti, si scordi della sua malattia, ritornando ad essere una persona e non un malato.   

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